Grazie alla segnalazion
e di Antonio Idini su Lazio-Side, ho avuto modo di leggere l’interessante articolo Se le Piccole Imprese “adottano” un professionista di Dario di Vico.
Evidenzio un punto a mio parere particolarmente significativo:
Le Pmi sono culturalmente orientate alla produzione, sottolinea Giuseppe Bruni presidente di Cna InProprio di Bologna, l`associazione che vuole rappresentare i professionisti, «e quindi è difficile che possano avere al loro interno luoghi di riflessione.
Hanno bisogno, di conseguenza, di sintonizzarsi con qualcuno che dica loro come cambia il mondo e come adeguarsi». Le piccole imprese sono nate spesso sulla base di competenze tecniche che magari il fondatore ha appreso nell`azienda dove lavorava come dipendente.
Ed è scontato che proseguendo il cammino il neoimprenditore sia portato in primo luogo a seguire l`evoluzione tecnologica del suo settore e a sottovalutare altre culture che non sono prettamente tecniche. «Penso al marketing e alla presenza sui mercati emergenti»
In questo difficile momento di crisi occupazionale sono presenti sul mercato numerose e qualificate figure professionali che, per una ragione o per l’altra, sono uscite dal cosiddetto mondo “corporate” e sono pronte a dare il loro contributo alle piccole medie aziende.
Si tratta di una opportunità molto spesso dimenticata o sottovalutata, anche se si tratta di una soluzione vantaggiosa sia per le PMI che per i liberi professionisti.


Condivido pienamente l’analisi del problema ed il suggerimento della soluzione allo stesso.
E’ anche per questo motivo che noi di Smart Work (www.smartwork.it) abbiamo lanciato un servizio di Temporary project e Temporary manager.
Il nostro compito è aiutare le aziende ad identificare i migliori talenti che li aiuteranno a sviluppare i progetti interni, e al contempo, a promuove l’incontro tra i professionisti e le aziende.
Per informazioni
andrea.jacono@smartwork.it