Evento Mobile Content & Internet: in gioco nuovi business model

- Image by nobihaya via Flickr
Ho il piacere di segnalare l’evento:
Mobile Content & Internet: in gioco nuovi business model
che si terrà
Lunedì 7 Giugno 2010,
dalle ore 9.30 alle ore 14.00,
presso l’Aula Carlo de Carli del Politecnico di Milano,
Campus Bovisa, Via Durando 10, Milano
promosso dall’Osservatorio Mobile Content & Internet della School of Management del Politecnico di Milano in collaborazione con l’ICT Institute e il MEF – Mobile Entertainment Forum.
I nuovi paradigmi del Mobile Internet e degli Application Store stanno facendo del Mobile un potente contesto per l’erogazione/fruizione di contenuti e servizi digitali di qualsiasi natura, in grado di generare nuovi ricavi pay, di dare slancio al mercato dell’advertising digitale e di incrementare il fatturato da traffico dati per gli Operatori di telefonia.
Su queste nuove opportunità si concentrano le aspettative di rilancio di molti attori che stanno incontrando non poche difficoltà nei mercati tradizionali: le Telco, che nel 2009 hanno subito un calo del 2%, i Media, che hanno “bruciato” oltre 2 miliardi di euro ed i player Internet, che si stanno interrogando su come introdurre modelli a pagamento a fianco del tradizionale modello basato su pubblicità.
In questo contesto di profonda trasformazione, il Convegno intende fare il punto della situazione sui principali fenomeni in atto e le nuove opportunità generate, attraverso la presentazione dei risultati della Ricerca 2010 dell’Osservatorio e la discussione con i principali player della filiera.
L’Evento vedrà la partecipazione dell’Onorevole Paolo Romani, Vice Ministro con delega alle Comunicazioni.
La partecipazione è gratuita, previa iscrizione cliccando qui.
Filed under Telecom, internet | Tags: internet, Milano, mobile, Politecnico, telefonia | Comment (0)Le conseguenze inattese dell’Internet delle Cose
Ancora un post sull’Internet delle Cose.
Questa volta è David Orban a parlare in un video dell’Internet delle Cose ed in particolare delle sue conseguenze inattese : gli oggetti percettivi. Le prossime reti di sensori distribuiti che costituiranno l’internet delle cose saranno dotate di nuove ed importanti caratteristiche di autonomia.
Filed under internet | Tags: "the internet of things" | Comment (0) Google pubblica la mappa della censura dei governi. Indovina dove è l’Italia?
Ho scoperto, grazie a Zeus News, che google ha pubblicato una mappa sulle richieste di censura ricevute dai governi relativamente a YouTube e google. Queste richieste riguardano contenuti illegali o materiali protetti da copyright ma anche informazioni che di per se non avrebbero nulla di illegale.
Come si vede dalle mappe, l’Italia è sesta nella classifica degli stati che hanno chiesto di avere i dati degli utenti (550 richieste) e si posiziona al settimo posto per quanto riguarda le richieste di rimozione dei contenuti (57 richieste, di cui 39 relative a YouTube). L’intervallo di tempo esaminato è compreso tra il 1 luglio e il 31 dicembre 2009.
E’ da notare che mancano i dati relativi alla Cina in quanto questo paese classifica le richieste di censura come segreto di stato.
Filed under internet | Tags: censura, Google, governo | Comment (0)Il web incontra il mondo: “the internet of things”

- Image via Wikipedia
Nel precedente post il web tra cinque anni ho pubblicato un link al documento di Tim O’Reilly e John Battelle Web Squared dove si parla dell’ internet delle cose (Internet of things) e di realtà aumentata (Augmented Reality).
Voglio ritornare su questi due concetti per suggerire la lettura di un utile whitepaper pubblicato da McKinsey Quarterly (The Internet of Things”) e di un esempio di piattaforma per la realizzazione di soluzione di realtà aumentata (Layar).
Lo stesso Tim O’reilly parla di Internet of Things in un suo recente intervento alla MySQL Conference in questo video (in inglese).
Vi interessa il team della realtà aumentata? Allora approfondite la tematica leggendo l’articolo Realtà aumentata su MyMarketing, di cui di seguito si riporta un estratto.
Realtà aumentata
8/4/2010
La Realtà Aumentata (dall’inglese Augmented Reality) è l’integrazione in tempo reale di oggetti virtuali in una scena reale. E’ un sistema di grafica interattiva che permette di sovrapporre alla realtà percepita dal soggetto una realtà virtuale generata dal computer. In questo modo la percezione del mondo dell’utilizzatore viene “aumentata” da oggetti virtuali che forniscono informazioni supplementari sull’ambiente reale.
Gli elementi che “aumentano” la realtà possono essere visualizzati attraverso un device mobile, come un telefonino di ultima generazione, (es. l’iPhone 3GS o un telefono Android) o con l’uso di un pc dotato di webcam.
La differenza fra Realtà Virtuale e Realtà Aumentata è che, nel primo caso, ci si trova ad osservare su uno schermo la proiezione di un mondo totalmente fittizio e costituito interamente da oggetti virtuali. Nel secondo caso, invece, ciò che viene ripreso è un’integrazione fra immagini reali ed oggetti virtuali.
Tipologie
Esistono due tipologie di Realtà Aumentata: quella su piattaforma mobile e quella sul desktop del computer.
Per quanto riguarda la prima, il telefonino o smartphone di ultima generazione deve essere dotato necessariamente di Gps per il posizionamento e bussola. Inoltre deve poter permettere la visualizzazione di un flusso video in tempo reale, oltre che di un collegamento internet per ricevere i dati online. Il telefonino inquadra in tempo reale la realtà , alla quale vengono sovrapposti i livelli di contenuto, da dati da PDI (Punti di Interesse) geolocalizzati ad elementi 3d. Ad esempio, inquadrando un museo, possiamo sapere quando è stato costruito, quali opere contiene, orari d’ingresso, ecc..
Le potenzialità che si cerca di sviluppare e valorizzare attualmente, però, sono soprattutto relative al campo della comunicazione, del marketing e della pubblicità. In tal senso, infatti, cominciano a diffondersi esempi di Realtà Aumentata che mirano alla promozione di prodotti, facendosi strada in un campo vastissimo dove la creatività può generare soluzioni divertenti e funzionali senza alcun limite.
La seconda tipologia, invece, è basata sull’uso di markers, o Artags: dei disegni stilizzati in bianco e nero che vengono mostrati ad una webcam, riconosciuti dal pc, ed ai quali vengono sovrapposti in tempo reale dei contenuti multimediali: video, audio, oggetti 3D etc. Normalmente le applicazioni di Realtà aumentata sono basati su tecnologia Adobe Flash e quindi fruibili da un qualsiasi browser Internet standard. Attualmente è la forma più comune di Realtà Aumentata: pensiamo ai codici che si vedono sulle brochures o giornali con l’invito a metterli di fronte ad una webcam per vedere apparire virtualmente l’immagine di un prodotto o un video.
In alternativa all’utilizzo dei markers, è possibile scaricare particolari software che permettono all’utente stesso di combinare elementi di realtà virtuale con elementi reali inserendo dei propri codici: ad esempio è possibile tracciare la sagoma del proprio volto e provarsi innumerevoli paia di occhiali come se si fosse davanti ad uno specchio, come ha fatto Ray-ban con il Virtual Mirror.
Campi di applicazione
La Realtà Aumentata ha un campo infinito di possibili applicazioni; quelle più conosciute e più datate, relative ai primi esperimenti di Realtà Aumentata, sono quelle nel campo militare e medico.
La Realtà Aumentata attualmente viene utilizzata in diverse modalità:
- Packaging interattivo
Trasforma la confezione di un prodotto in uno strumento di promozione dinamico e interattivo, sul punto vendita o sul web - Brand and Products Experience
Crea una relazione esperienziale con l’utente aumentando la rilevanza del brand/prodotto - Brochure interattiva
Il catalogo si trasforma in esperienza interattiva, personalizzata e sempre aggiornabile - In tv
Programmi e show televisivi catturano il pubblico con effetti speciali in diretta - Eventi
Attira l’attenzione e stupisce gli spettatori con divertenti animazioni live - Presentazioni interattive
Conquistare il pubblico con presentazioni uniche e coinvolgenti - Game Attraction
Crea nuove forme di intrattenimento con esperienze immersive che coinvolgono e divertono
Prospettive
Glenn Fleishman di PC World, indica la realtà aumentata come una delle 5 tecnologie che cambieranno il nostro futuro mentre Robert Rice, uno dei più famosi guru del settore, a proposito della realtà aumentata e del prossimo futuro ha predetto:
Vere e proprie battaglie tra i marchi delle grandi aziende
- Almeno 1 miliardo di dollari sul mercato AR
- I dispositivi mobili combinati con i display da indossare si riveleranno la combinazione perfetta per esprimere il pieno potenziale della realtà aumentata
- 1 milione di display indossabili, con lenti trasparenti e connessione wireless a banda larga a breve distanza
- Gli utenti potranno provare su se stessi oggetti 3D come vestiti, accessori o texture animate / tatuaggi, effettuando un tracciamento del corpo da qualsiasi angolazione
- Si diffonderanno gli AR user generated content
Osservazioni
La realtà aumentata sta muovendo i primi passi e, come tutte le nuove tecnologie agli albori, fa ancora uso di strumenti un po’ rozzi: probabilmente tra qualche anno sarà talmente sofisticata che rivedere i codici quadrati in bianco e nero da mettere davanti alla webcam ci farà sorridere come quando pensiamo ai primi computer degli anni quaranta, grossi un’intera stanza.
Eppure si sta sviluppando rapidamente e ogni mese vediamo qualche sua nuova applicazione che ci stupisce con i suoi “effetti speciali”.
Ma a parte l’effetto “wow”, che si esaurirà presto, sarà interessante osservare come il marketing saprà far uso della realtà aumentata in modo funzionale a una strategia, ad un obiettivo di vendita o di comunicazione.
Infatti la realtà aumentata diventa un efficace strumento di comunicazione quando riesce a far leva su un insight rilevante oppure su una caratteristica di marca o prodotto, e non quando viene utilizzato come un giochino tecnologico fine a se stesso.
Alcuni casi interessanti li abbiamo già visti, ma dato il potenziale di applicazione di questa tecnologia, c’è da aspettarsi soprendenti sviluppi.
Staremo a vedere.
www.jwt.com
Qualche numero su Google
Volete avere un riassunto in poche tabelle e grafici dei numeri di Google? 
Allora vi consiglio la lettura di quello che Pingdom chiama un infographic. Le informazioni sono state raccolte dalle comunicazioni ufficiali date da Google alla SEC e da quanto presente su wikipedia o in rete.
I numeri sono veramente illuminanti e, tra questi, ne cito uno che mi ha particolarmente colpito: solo il 53% delle revenue viene dagli USA.
Filed under internet | Tags: Google, pingdom | Comment (0)Open Innovation | Presentazione di Joy Ito
Riporto di seguito l’interessantissima e coinvolgente presentazione a cui ho avuto modo di assistere ieri durante l’evento Creative Commons organizzato da Capitale Digitale.
Una breve nota dello stesso speaker può essere trovata sul weblog di Joy Ito.
8 buoni motivi per non ignorare Twitter
Perché Twitter sta diventando sempre più importante per Marketers
Stiamo vedendo come Facebook si stia rapidamente affermando in Italia.
Rimane per il momento un pò sconosciuto uno strumento innovativo come Twitter, mentre a mio modesto parere non si può più continuare ad ignorarlo, come spiega un recente articolo di Chris Crum su WebProNews.
Al fine di aprire una discussione che sia la più ampia possibile, riporto una traduzione in italiano del suddetto articolo.
Buona lettura ed attendo i vostri commenti!
———————–
Ci sono stati molti articoli scritti sul perché usare Twitter, e ne abbiamo già pubblicato una parte (su WebProNews, N.d.T.). Tuttavia lo scenario è in continua evoluzione: emergono nuove tendenze, idee, applicazioni e features che enfatizzano il ruolo di Twitter in questo contesto. Di seguito sono riportati alcuni motivi per cui Twitter sta diventando sempre più importante per i marketer.
1. Twitter Lists
Le Twitter List stanno veramente facendo la differenza. Di recente abbiamo verificato come, anche attraverso il gadget Twitter Lists, i vostri tweets (messaggi di 140 caratteri, N.d.T.) possano propagarsi su tutto il web, se riuscite ad entrare a far parte di qualche lista. I vostri tweets appariranno su siti e blog che, con buona approssimazione, saranno legati al mercato target che si è scelto. In altre parole avrete il pubblico giusto su Twitter.
2. Twitter è un sistema aperto
L’apertura di Twitter, dei social media e del web in generale, significa che in pratica i messaggi Twitter non saranno limitati al tuo pubblico su Twitter. Infatti potranno comparire su Facebook e su altri social networks: la gente potrà condividerli, copiarli, “linkarli” sul proprio blog, etc . Twitter è un mezzo per ottenere che il vostro messaggio raggiunga più persone, ma non saranno solo le persone che vi seguono su Twitter vedere questi messaggi.
3. Costruire valide relazioni
Come scrive Laura Fitton, l’autore di “Twitter for Dummies”, il successo di Twitter si basa a quattro concetti base: ascoltare, imparare, imteressarsi e condividere. Molto semplicemente, prestando ascolto alla comunità e di dimostrando di saper ascoltare, si imparareranno cose utili e ci saranno buone probabilità di ottenere il massimo dal proprio impegno.
Condividere significa offrire qualcosa di utile per la comunità. Se non è quello che state facendo, allora la vostra attività su Twitter è destinata a fino a fallire, come dice la stessa Fitton in una intervista con WebProNews.
4. Traffico di valore
Twitter vi può portare non solo un traffico casuale ma anche uno mirato, cioè il traffico che proviene dal mercato target scelto. In questo i retweets sono fondamentali. Guy Kawasaki chiama il “retweeting” la forma più sincera di adulazione, e fa notare che la gente in pratica mette in gioco la propria reputazione quando fa il retweet di un contenuto di altra persona.
Guarda l’intervista video a Guy Kawasaki.
5. Essere aggiornati
Essere trovati nelle ricerche Twitter (senza dimenticare le ricerche real time, che sta cominciando a diventare l’area di maggiore interesse per tutti i motori di ricerca), massimizza ovviamente le opportunità di visibilità.
6. Stabilire legami a livello locale
Ci sono molti modi con cui è possibile stabilire legami con clienti che si trovano nella vostra stessa area geografica utilizzando Twitter o altri strumenti basati su Twitter. Ad esempio TwellowHood, che consente di trovare “Twitterers” nella propria zona o la nuova funzionalità di Google di Social Search. Quest’ultimo per il momento è solo in una fase sperimentale ma è sicuramente da tenere in considerazione per le sue potenzialità.
Un recente articolo di Search Engine Land ha evidenziato alcune delle potenzialità di marketing territoriale di questo strumento, che fornisce risultati di ricerca in Google sulla base delle comunità si social networks alle quali appartine l’utente. Lo strumento utilizza i profili di Google, al quale sono associati i networks alla quale la persona appartiene e che sono indicati nel profilo. Se non avete familiarità con questa funzionalità, guardate questo video.
7. Versioni internazionali e multi-lingue
Twitter si sta espandendo in altre lingue. Tenete presente che Twitter è già considerato uno strumento marketing importante nonostante sia stato disponibile solo in un paio di lingue. Ora è uscita la versione in spagnolo e seguiranno a breve altre lingue. Questo è un aspetto che diventerà fondamentale, non solo per l’internazionalizzazione di Twitter, ma anche per la crescita stessa della piattaforma, visto che crescerà il bacino di utenza potenziale.
8. È ancora giovane
Non ci dimentichiamo che Twitter è nato da poco. Si tratta di una piattaforma ancora giovane e sicuramente verranno sviluppato in seguito altre funzionalità. Senza trascurare il fatto che esistono già migliaia di applicazioni basate su twitter e possono rendere ancora più utile questa piattaforma a diversi utenti e aziende.
Vi consigliamo di dedicare un pò di tempo a scoprire queste applicazioni. Guardate il sito OneForty.com oppure Yelp per scoprire applicazioni disegnate per Twitter. Troverete recensioni ed esempi pratici di utilizzo di questi strumenti a supporto del business.
Filed under Social media, internet | Tags: internet, marketing, Social media, Social network, Twitter | Comment (0)4 Semplici step per far comprendere le potenzialità dei Social Media

- Image by HubSpot via Flickr
Su questo tema voglio segnalare l’interessante post del blog di Carlo Mazzocco.
Mi sento di condividere in pieno quello che dice ed in particolare:
Le aziende spesso si approcciano ai Social Media mischiando le varie attività e saltando direttamente al punto quattro: la vendita. Si concepisce la Rete solamente come una mera vetrina, come un altro canale di vendita, manutenibile con bassi investimenti.
Questo approccio è in generale sbagliato, anche quando si partecipa ad un social networks a titolo personale: è importante per prima cosa contribuire, condividere le proprie conoscenze, mettere a fattor comune le proprie esperienze.
Se veramente si aggiunge valore allora, a medio o lungo termine, ci sarà un ritorno anche per se stessi o per la propria attività. Non è sufficiente essere presenti in un social networks ma bisogna anche partecipare e contribuire.
Filed under Social media, internet | Tags: internet, Social media, Social network service | Comment (1)Quasi un italiano su due non conosce internet

- Image by Luigi Rosa via Flickr
Secondo il rapporto 2009 dell’osservatorio dei contenuti digitali, il 45% degli italiani non utilizzza internet. Non è una novità ma francamente questa conferma è abbastanza preoccupante. In particolare non è rassicurante che:
cresce, invece, in modo esponenziale è il popolo degli utilizzatori di contenuti “usa e getta”. Aumenta infatti di 10 punti tra 2007 e 2009 la percentuale dei cosiddetti Technofan, che, oltre ad essere poco interessati alla lettura e a cosa succede al mondo, utilizzano le tecnologie solo come puro divertimento o come mero mezzo di comunicazione: oggi sono il 27% della popolazione con più di 14 anni (circa 14 milioni) e addirittura il 58% dei 14-24enni.
Due e contrapposte, dunque, le dinamiche che stanno attraversando la società italiana. La prima, positiva, in cui la tecnologia è stimolo e opportunità grazie a un accesso più ampio e diffuso ad informazioni e contenuti di qualità. La seconda, negativa, in cui ai contenuti tradizionali se ne sostituiscono altri a minor valore aggiunto (“usa e getta”). E in assenza di una progettualità di sistema (scuola, imprese, ecc.) la seconda tende a prevalere, soprattutto tra le nuove generazioni, come mostra un raffronto condotto sugli ultimi tre anni.
Leggi qui l’articolo completo di Forum PA.
Filed under internet | Tags: internet, italia | Comment (0)Attenzione alla sicurezza informatica: preoccupante video divulgativo di McAfee
Quello che segue è il primo di una coppia di video educativi (Stop H*Commerce) che McAfee ha rilasciato per educare l’americano medio contro i pericoli di essere preda degli hacker.
Spero che presto arrivi qualcosa di simile anche in italiano.
Grazie a McAfee e a Chris Skinner che lo ha segnalato.
Guarda il video del primo episodio qui.
Rapporto Caio sullo stato della banda larga in Italia
Il report è disponibile al link seguente:
italia-caio-broadband-report-2009
Filed under internet | Tags: banda larga, internet, Rapporto Caio, TLC | Comment (0)Tutti contro la direttiva dell’Ue “Telecoms Package”
Facciamo un passo indietro che ci aiuta a capire. A metà del mese di aprile, T-Mobile, la grande azienda di telefonia cellulare tedesca, una delle prime al mondo, ha comunicato ai suoi utenti che l’utilizzazione di Skype per chiamate in “voice over IP” dal cellulare sarà fortemente limitato.
Ecco, la direttiva Telecoms package promette di produrre effetti simili a questo e su un ampio arco di servizi. Perché alcuni emendamenti daranno ai gestori telefonici il potere di modificare le condizioni nelle quali usiamo le applicazioni più comuni.
Così Guido Scorza, giurista e presidente dell’istituto per le politiche dell’Innovazione, uno degli organismi firmatari della lettera: “Bisogna immaginare il gestore di un autostrada che a un certo punto decida di incolonnare tutte le auto gialle su un casello e tutte quelle rosse su un altro. E che decida di far andare le auto gialle al doppio della velocità di quelle rosse. O di dare la precedenza a quelle che portano il suo marchio, quello del gestore, perché sono le ’sue’ auto”.
“Se la direttiva passa – aggiunge Scorza – il diritto ad accedere ad ogni genere di informazione, il diritto ad utilizzare qualsivoglia tipo di applicazione attraverso la Rete che i ‘netizen’ hanno sin qui ritenuto di avere nonostante frequenti violazioni da parte di taluni ISP verrà limitato ‘per legge’. A quel punto che il provider ’scelga’ cosa far vedere, leggere e sapere ai suoi utenti non costituirà più un aspetto patologico ma la regola, un po’ come avveniva ieri nell’era della vecchia e cara TV, nella quale pochi padroni dell’etere decidevano chi ci teneva compagnia a pranzo, con chi avremmo dovuto cenare e dinanzi a quale salotto ed ascoltando quali idee avremmo dovuto addormentarci. Si tratterebbe solo di ‘variazioni dell’offerta commerciale’: meno informazione e più intrattenimento o, magari, meno politica e più gossip.”
Fin qui Scorza. Che tutto ciò rappresenti una palese infrazione di quella sorta di “par condicio” dell’accesso internet, che va sotto il nome “neutralità della rete”, sembra ai firmatari della lettera fuori discussione. E sembra anche foriero di ulteriori gravi violazioni.
(28 aprile 2009)
Filed under internet | Tags: internet, Telecoms package | Comment (0)![Reblog this post [with Zemanta]](http://img.zemanta.com/reblog_e.png?x-id=bd1f8ddd-3ae6-45ed-bad7-df7b3e23ed31)
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