E’ Apple il pericolo pubblico n.ro 1?

18 maggio, 2010

Negli ultimi tempi sembra non essere più Microsoft il principale oggetto di lamentela o di scherno della Rete o della stampa (più o meno) specializzata: ormai Google, Facebook ed Apple la fanno da padroni.
Tra tutti i recenti articoli che si sono occupati della casa di Cupertino ritengo particolarmente interessante quello pubblicato da Fast Company (It’s official: Apple Has Become the Man) dove si describe come gradualmente l’immagine di Apple sia passata da quella di una società con una tecnologia per pochi adepti ad una di una multinazionale quasi dittatoriale.
L’autore dell’articolo è stato geniale nel ritrovare su YouTube una vecchia (ed altrettanto geniale) pubblicità del 1984 per l’Apple Macintosh.

Immagine anteprima YouTube

E voi cosa ne pensate?
Apple rischia di diventare la nuova Microsoft?

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Seminario Fare marketing con Facebook | 27 maggio Roma

12 maggio, 2010

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Come abbiamo scritto in precedenza, l’Italia è uno dei paesi al mondo che vanta il maggior numero di utenti (16 Milioni ad aprile 2010) e di profili aziendali sul Social Network creato da Mark Zuckerberg.

Facebook è diventato infatti un fenomenale strumento di marketing per le aziende ed i liberi professionisti grazie alle caratteristiche “virali” della piattaforma ed alla sua crescente popolarità tra i consumatori di tutte le fasce di età. Si tratta di uno strumento molto potente che va utilizzato in maniera corretta e responsabile (fare marketing su Facebook non vuol dire inviare spam agli amici o ai fan della pagina!).

Social Media Easy organizza a Roma il prossimo 27 maggio un seminario dedicato al tema Fare marketing con Facebook, dove verranno esaminate le sue funzionalità e descritte le diverse opportunità che si presentano alle aziende per instaurare e mantenere conversazioni attive con i propri clienti o prospects.

Quota di partecipazione: 250 € + IVA

Quota ridotta per prenotazioni effettuate entro il 14 maggio: 220 € + IVA

Per informazioni e prenotazioni
Email: formazione@socialmediaeasy.it

Tel.:    06 452215417

Il tormentone di facebook e la privacy

10 maggio, 2010

Evoluzione della privacy su Facebook

Uno dei temi più trattati sulla Rete è quello relativo alla privacy su Facebook. E’ indubbio che le funzionalità di questo social networks siano in aumento e che parallelamente aumentino le possibilità di condividere informazioni e dati personali sul web.
A tale proposito Matt McKeon, un ricercatore IBM, ha riassunto in una serie di grafici l’evoluzione della privacy su Facebook dal 2005 ad oggi.
L’impatto visivo dell’animazione (purtroppo non funziona completamente su Internet Explorer) fa saltare agli occhi come sia rapidamente cresciuta nel tempo la visibilità delle informazioni condivise su Facebook.

La cosa può essere valutata secondo due punti di vista, come nel classico esempio del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto.

half-full-half-emptySe da un lato questo vuol dire incrementare le potenzialità di marketing per le aziende che con le loro pagine business sono in grado di raggiungere un numero sempre più alto di consumatori (il bicchiere mezzo pieno), da un altro il grafico ricorda agli utenti che devono prestare una maggiore attenzione a cosa condividono (il bicchiere mezzo vuoto).

Come riporta un recente studio effettuato negli USA, in molti casi sono gli utenti stessi a rinunciare alla privacy, inserendo su Facebook informazioni quali la data di nascita o l’indirizzo completo che non sono certamente obbligatorie per registrarsi sul social network o per interagire con i propri amici.

Siamo sicuri che la colpa sia sempre di Facebook, dei social networks, di internet, etc, etc?

Quante Fan Page in Italia?

21 aprile, 2010

Hubspot ha recentemente pubblicato una raccolta di grafici tratta dalle indagini di marketing condotte negli ultimi mesi.

Tra questi mi ha particolarmente colpito quello che riporta il numero di Fan Page per nazione: al secondo posto, dopo gli Stati Uniti, c’è il nostro paese.

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Vista la scarsa diffusione di Internet nel nostro paese è immediato chiedersi quale siano i motivi del successo di Facebook (e delle Fan Page) in Italia.

Voi cosa ne pensate?

A proposito di Fan Page, da oggi anche in Italia il tasto “diventa fan” è diventato “mi piace”…

Tutti i numeri 2010 di Facebook

25 marzo, 2010

Facebook-Stats-2010-SmallDopo il post sui numeri di Google, è ora il momento di un infographic sulle statistiche di Facebook nel 2010.

E’ interessante rilevare come l’Italia sia al sesto posto con circa 15 milioni di utenti.

P & G preferisce Facebook a twitter

1 febbraio, 2010
The Procter & Gamble Company
Image via Wikipedia

A conferma del fatto che le aziende prensono in seria considerazione i Social Media per le loro strategie marketing, ecco un articolo che spiega come Procter & Gamble stia facendo una valutazione strategica su Facebook vs. twitter:

P&G’s explicit goal for 2010 is to assure that each of its brands has a meaningful presence on Facebook, and they are willing to pay dearly for that.

Leggi l’articolo P & G prefers Facebook to twitter.

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Cosa è meglio per il business: Pagina o Gruppo su Facebook?

6 dicembre, 2009
Facebook, Inc.
Image via Wikipedia

Su questo tema suggerisco la lettura dell’esauriente post di  Non Convenzionale – La vita sopra le righe.

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Statistiche Facebook per nazione

7 novembre, 2009
My social Network on Flickr, Facebook, Twitter...
Image by luc legay via Flickr

Il sito Insidefacebook ha pubblicato delle statistiche che mostrano come Facebook stia crescendo rapidamente in Europa.

In linea con la nostra percezione, il fenomeno Facebook nel nostro paese si sta sviluppando rapidamente ed infatti l’Italia è al secondo posto per le percentuali di crescita.

E’ anche da notare che complessivamente l’Europa ha più utenti Facebook degli USA.

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Facebook friends and real life (cartoon)

21 settembre, 2009

Facebook friends and real life

Source: Cam Cardow

Come commento utilizzerei il bellissimo recente aforisma di Andrea Beggi:

Sto meditando di chiudere la mia vita reale. Porta via troppo tempo ai social network.

La confusione su Facebook e Social Media

7 settembre, 2009

Molto spesso quando chiedo ai miei amici e coetanei (quindi nella fascia degli -anta) se hanno un account Facebook o di un altro Social Networks mi sento rispondere “No, per carità, lo usano già abbastanza i miei figli…” oppure ” No, non lo avrò mai” (come se si trattasse di prendere la tessera di un partito o si stesse discutendo di un credo religioso od etico). Quasi mai la motivazione è il non avere tempo.

Credo che effettivamente ci sia un po’ di confusione su internet, social networks, Facebook, etc e mi sento di condividere quasi in pieno il post di Marco Camisani Calzolari, quando dice

Facebook è l’antimateria della comunicazione perché fa “impazzire” quasi tutti, con accezione negativa:

Chi lo conosce meglio, lo usa per quel che è, ma troppo spesso gli concede troppo e dimentica che Facebook è un’azienda che ti chiede l’anima (i tuoi utenti/contatti) in cambio di un po’ di spazio gratis. Molti se ne dimenticano e regalano a Facebook il valore più grande: gli account utente che invece potrebbero aggregare su un proprio sito e non su quello di terzi.

Chi lo conosce poco lo confonde con Internet e non riesce a scindere il mezzo dal contenuto. Così incensa o biasima il mezzo in funzione di quel che ci passa dentro. Perdendo così tempo prezioso in termini di conoscenza. Si trova quindi in un delirio percettivo in cui è come se si trovasse a detrarre il telefono elencando tutte i reati perpetrati usando quel mezzo o i pericoli che nasconde. Rinunciando e facendo rinunciare ai grandi vantaggi che invece offre.

Nel frattempo ci sono individui che invece stanno vivendo o creando nuovi mondi, nuovi percorsi della comunicazione che non fanno troppe differenze tra carta e digitale, tra Facebook o Twitter, tra comunicazione istituzionale o personale. Individui che stanno cambiando il mondo. Protagonisti del nuovo corso per cui internet è un ambiente di supporto alla vita e non un  banale mezzo di comunicazione alternativa.

[...]

Mi spiace vivere nel medioevo del nuovo corso. Assistere alla caccia alle streghe, al luddismo, alla paura delle macchine a vapore, della rivoluzione industriale e delle macchine fotografiche che rubano l’anima…

Ho invece difficoltà a condividere l’ultimo punto (“I coetanei di mio figlio non hanno ancora un loro PC perché le famiglie sono spaventate dalla TV e non glielo comprano“), dal momento che i figli dei miei amici hanno quasi tutti il computer e lo utilizzano con la stessa confidenza con la quale utilizzano il cellulare. Ma forse quelli che vedo sono solo un’eccezione, un’isola felice, un campione non rappresentativo, come direbbe il mio amico statistico (che non usa Facebook).

Facebook begins testing virtual payments system

2 giugno, 2009

 

Users who want to buy a GroupCard e-card through the company’s app are now offered the option of clicking on a “Pay with Facebook” button.

 

They then pay with their credits, worth 10 cents each. The currency can be bought – with a credit card – from the Facebook gift shop.

 

The testing comes after Facebook updated its payments terms and conditions on Wednesday to pave the way for the platform.

 

Facebook will take a cut of every transaction, potentially providing it with a significant revenue stream. The site currently has around 200 million users and more than 52,000 applications in its directory.

 

Letting customers make purchases with credits enables merchants to sell content for small amounts without being hit by prohibitive credit card transaction fees.

 

[Source: Finextra - 01 June 2009]

The currency could also break out of Facebook, being used for micropayments on a range of Web sites such as magazines and newspapers.

 

Earlier this month it emerged that the Wall Street Journal is planning to introduce micropayments for access to articles on its Web site later this year.

 

Facebook sells 1.96 percent stake for $200 million

26 maggio, 2009

[Source: Reuters - Reporting by Alexei Oreskovic; Editing by Derek Caney]

Facebook sold a 1.96 percent stake for $200 million to a technology investment firm, valuing the largest social networking site at $10 billion, the two companies said on Tuesday.

Digital Sky Technologies, based in London and Moscow, bought preferred stock, according to the joint announcement.

Digital Sky also plans to buy at least $100 million of Facebook common stock from existing stockholders to provide liquidity for current and former employees with vested shares of Facebook stock.

Facebook Chief Executive Mark Zuckerberg said in a statement that a number of firms had approached Facebook, but Digital Sky stood out “because of the global perspective they bring – backed up by the impressive growth and financial achievements of their Internet investments.”

Digital Sky holds significant interests in Russian and Eastern European Internet companies, including Mail.ru, Forticom and vKontakte, according to the company.

Facebook has more than 200 million active users. In 2007, Microsoft Corp invested $240 million in Facebook, valuing the company at that time at $15 billion.

Un esempio di utilizzo di FB per il business: Honda

25 maggio, 2009

E’ interessante vedere i primi segnali di utilizzo del web 2.0 da parte di aziende o istituzioni (Pope Benedict Launches Facebook and iPhone Apps).

L’articolo seguente descrive brevemente l’esperienza Honda con il modello Insight. Probabilmente la casa automobilistica identifica il target di questo modello come il più adatto per il canale Facebook.

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Facebook implementa OpenID

25 maggio, 2009

[Fonte: ZEUS News - www.zeusnews.com - 24-05-2009]

Facebook ha deciso di ampliare le funzionalità di autenticazione utilizzando ,OpenID, un meccanismo di autenticazione distribuito e decentralizzato dove la propria identità è una Url.

Ormai questo sistema di login è uno standard di fatto, ed è supportato da colossi come Google, MySpace e Yahoo. Per esempio, se avete un account Gmail, potrete registrarvi a Facebook con la vostra email di Google. Se avete già un account nel social network, andate nelle “Impostazioni Account” e, alla voce “Account Collegati”, selezionate con quali servizi volete accedere.

Sarà interessante vedere quale metodo sarà più usato, visto che Facebook implementa un suo sistema proprietario Facebook Connect, nato per far concorrenza proprio a OpenID.

Brunetta proibisce Facebook agli statali

8 maggio, 2009
[ZEUS Newswww.zeusnews.com - 06-05-2009]

E’ Facebook il ricettacolo dei fannulloni italiani? Il più amato dagli scansafatiche? E’ questa l’opinione del ministro Renato Brunetta.

Il ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione è entusiasta di Facebook, per i contatti che gli consente con l’elettore; ma la maggior parte degli accessi a Facebook, a suo dire, avverrebbero dai Pc dei dipendenti pubblici.

Per questo motivo il ministro Brunetta ha annunciato l’installazione di un filtro che impedisca agli statali di accedere dalle proprie postazioni di lavoro al popolarissimo network.

Alcuni enti pubblici avevano già in passato limitato l’accesso a Facebook: per esempio il Comune di Torino consente la navigazione libera sui social network solo per un’ora durante la pausa del pranzo.

Numerose sono anche le realtà private che hanno già proibito la navigazione su Facebook ai dipendenti, o installato dei filtri appositi.

Va anche detto che sono molti gli enti statali, dall’Arma dei Carabinieri all’Inps a Regioni e Comuni, che sono presenti da mesi su Facebook, offrendo servizi e news.

I problemi di MySpace

28 aprile, 2009

Come si vociferava da qualche giorno, News Corp. il colosso dei media di proprietà di Rupert Murdoch ha nominato Owen Van Natta, ex chief revenue officer di Facebook, come chief executive di MySpace. La nomina arriva dopo l’abbandono di Chris DeWolfe, uno dei fondatori del Social Network, e, da quanto si dice, l’avvio delle trattative per la dipartita dell’altro fondatore Tom Anderson.

Molta della stampa mondiale ha imputato al sorpasso di Facebook (200 milioni di utilizzatori nel mondo contro 150 milioni) la crisi di MySpace e il conseguente sollevamento dall’incarico dei due fondatori. Anche se i dati parlano da soli (Techcrunch tra gli altri tempo fa dava un’idea precisa del sorpasso) non è assolutamente dimostrabile che Facebook, o Twitter, abbiano guadagnato utenti a discapito di MySpace. In primo luogo perché quest’ultimo è nato e ha avuto la sua crescita in anni precedenti al boom di Facebook, nonostante entrambi siano nati nel 2004, ma anche perché i due pubblici sono diversi.

Con questo non si vuole sostenere che la crescita di Facebook sia immeritata e che MySpace non abbia responsabilità indirette in questo, soltanto si vuole fissare l’attenzione sul fatto che entrambi i siti di social networking abbiano senso di esistere e, in un certo modo, siano complementari.

È comunque vero che il numero di pagine viste di MySpace si sia ridotto, mentre quelle di Facebook siano cresciute nello stesso periodo ma, intanto, MySpace in Usa rimane ancora il sito di Social Networking più utilizzato. Basta dare un’occhiata ai due siti per capire che c’è differenza. MySpace si rivolge naturalmente a un pubblico giovane che vuole emergere, che desidera personalizzare la propria pagina a piacimento, che ama la musica soprattutto e che usa il sito per promozione personale.

Facebook è un luogo di scambio di informazioni in cui tutti sono uguali, tutti hanno le stesse possibilità grafiche di emergere, tutti cercano amici vecchi e nuovi con cui chattare e in cui le aziende trovano terreno fertile per le loro iniziative di marketing. Ed è peraltro utilizzato da molti degli utenti di MySpace.

È assolutamente vero, inoltre, che la piattaforma MySpace è vecchia e poco funzionale, richiede una certa competenza per essere personalizzata, e non ha (ancora) strumenti come la chat che, invece, su Facebook è una killer application. Ma il motivo che ha portato Murdoch a stravolgere il management, dopo aver investito 580 milioni di dollari nel 2005 sul sito, non ci pare sia la crescita esponenziale di Facebook ma, piuttosto, l’incapacità di trovare un modello di business che faccia quadrare i conti.

E questa incapacità è di MySpace come di Facebook. Sia Zuckerberg che il nuovo Ceo di MySpace non hanno ancora trovato la quadratura del cerchio, e i tempi stringono. Dopo il raggiungimento del picco nella curva della popolarità (leggi utenti iscritti + traffico) è ora il momento di trovare una formula che attiri gli investitori senza scontentare il pubblico.

È, questa, una ricetta che nessuno conosce. E, se Facebook cerca di compensare con accordi come quello da 240 milioni di dollari che Van Natta fece con Microsoft e con quello con Vodafone Italia, MySpace deve assolutamente mettere mano alla piattaforma e poi comunicare, a investitori e utenti, le sue peculiarità. D’altronde, è l’utente giovane di MySpace il più attento alle mode, il consumatore per eccellenza che passa indenne sopra le crisi economiche, che ascolta (e qualche volta compra) musica nuova, va ai concerti, di merchandising, di gadget, di limited edition, di eventi speciali e, soprattutto, ha voglia di notorietà.

[Fonte:  lastampa.it]