Il 9 luglio a Roma BARCAMP dedicato a Lazio-SIDE

2 luglio, 2010

Il 9 Luglio 2010 si terrà presso l’aula Magna Mario Arcelli della LUISS Guido Carli di Roma il “SIDEcamp”, l’incontro sul business networking organizzato da Filas e LUISS cui parteciperanno Istituzioni, Università e imprese.

Il comunicato stampa può essere scaricato qui.

Si tratta del primo BARCAMP dedicato a Lazio-SIDE, il Business Social Network sviluppato da Filas per promuovere le nuove opportunità di business e sostenere la competitività  e l’innovazione delle imprese del Lazio.

Il Bar Camp è una metodologia di confronto per condividere e apprendere in un ambiente aperto, attraverso una platea allargata, dove chiunque può “proporre un argomento e parlarne agli altri, con lo scopo di favorire il libero pensiero, la curiosità, la circolazione e la diffusione delle idee.

Il caso Lazio-Side costituirà il focus della conferenza Side-Camp che raccoglierà ricercatori, giovani imprenditori, studenti e testimonial attorno al tema dei Business Social Network come mezzo per accrescere la competitività delle PMI.

Avrò il piacere di presentare i servizi di Social Media Easy durante lo spazio riservato alle imprese e alle idee (11:00 – 13:00).

Vi aspetto numerosi!

Scarica qui l’agenda completa del SIDEcamp.

Quante Fan Page in Italia?

21 aprile, 2010

Hubspot ha recentemente pubblicato una raccolta di grafici tratta dalle indagini di marketing condotte negli ultimi mesi.

Tra questi mi ha particolarmente colpito quello che riporta il numero di Fan Page per nazione: al secondo posto, dopo gli Stati Uniti, c’è il nostro paese.

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Vista la scarsa diffusione di Internet nel nostro paese è immediato chiedersi quale siano i motivi del successo di Facebook (e delle Fan Page) in Italia.

Voi cosa ne pensate?

A proposito di Fan Page, da oggi anche in Italia il tasto “diventa fan” è diventato “mi piace”…

Presentazione: Social media per le PMI

4 febbraio, 2010

Ho aggiornato la mia presentazione sull’importanza che possono avere i Social Media per le Piccole e Medie aziende Italiane. Contiene anche qualche numero ed alcuni esempi di utilizzo.

Sono attualmente impegnato a preparare una versione modificata di questa presentazione per trattare il tema dell‘importanza dei Social Media per le banche. Vi invito quindi a seguire questo blog, magari utilizzando la sottoscrizione al servizio RSS.

The English version of the presentation is here.

Social Media per le Pmi (R2)

Ringrazio Biagio Oppi per averla pubblicata sul suo blog.

Twitter nel mondo (dati Sysomos)

24 gennaio, 2010

Un aggiornamento sui numeri twitter nel mondo è stata recentemente fornita da Sysomos, piattaforma di monitoraggio dei social media, come riportato sul post di Business & Blog.

L’Italia, con il suo 0,65% di utenti (su un campione totale di 13 milioni di utenti) è ancora agli ultimi posti e presenta solo un leggero miglioramento rispetto ai dati di giugno 2009 (0,49%).

Exploring the Use of Twitter Around the World

Quasi un italiano su due non conosce internet

21 settembre, 2009
Ora l'abbonamento lo compri su Internet
Image by Luigi Rosa via Flickr

Secondo il rapporto 2009 dell’osservatorio dei contenuti digitali, il 45% degli italiani non utilizzza internet. Non è una novità ma francamente questa conferma è abbastanza preoccupante. In particolare non è rassicurante che:

cresce, invece, in modo esponenziale è il popolo degli utilizzatori di contenuti “usa e getta”. Aumenta infatti di 10 punti tra 2007 e 2009 la percentuale dei cosiddetti Technofan, che, oltre ad essere poco interessati alla lettura e a cosa succede al mondo, utilizzano le tecnologie solo come puro divertimento o come mero mezzo di comunicazione: oggi sono il 27% della popolazione con più di 14 anni (circa 14 milioni) e addirittura il 58% dei 14-24enni.

Due e contrapposte, dunque, le dinamiche che stanno attraversando la società italiana. La prima, positiva, in cui la tecnologia è stimolo e opportunità grazie a un accesso più ampio e diffuso ad informazioni e contenuti di qualità. La seconda, negativa, in cui ai contenuti tradizionali se ne sostituiscono altri a minor valore aggiunto (“usa e getta”). E in assenza di una progettualità di sistema (scuola, imprese, ecc.) la seconda tende a prevalere, soprattutto tra le nuove generazioni, come mostra un raffronto condotto sugli ultimi tre anni.

Leggi qui l’articolo completo di Forum PA.

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La confusione su Facebook e Social Media

7 settembre, 2009

Molto spesso quando chiedo ai miei amici e coetanei (quindi nella fascia degli -anta) se hanno un account Facebook o di un altro Social Networks mi sento rispondere “No, per carità, lo usano già abbastanza i miei figli…” oppure ” No, non lo avrò mai” (come se si trattasse di prendere la tessera di un partito o si stesse discutendo di un credo religioso od etico). Quasi mai la motivazione è il non avere tempo.

Credo che effettivamente ci sia un po’ di confusione su internet, social networks, Facebook, etc e mi sento di condividere quasi in pieno il post di Marco Camisani Calzolari, quando dice

Facebook è l’antimateria della comunicazione perché fa “impazzire” quasi tutti, con accezione negativa:

Chi lo conosce meglio, lo usa per quel che è, ma troppo spesso gli concede troppo e dimentica che Facebook è un’azienda che ti chiede l’anima (i tuoi utenti/contatti) in cambio di un po’ di spazio gratis. Molti se ne dimenticano e regalano a Facebook il valore più grande: gli account utente che invece potrebbero aggregare su un proprio sito e non su quello di terzi.

Chi lo conosce poco lo confonde con Internet e non riesce a scindere il mezzo dal contenuto. Così incensa o biasima il mezzo in funzione di quel che ci passa dentro. Perdendo così tempo prezioso in termini di conoscenza. Si trova quindi in un delirio percettivo in cui è come se si trovasse a detrarre il telefono elencando tutte i reati perpetrati usando quel mezzo o i pericoli che nasconde. Rinunciando e facendo rinunciare ai grandi vantaggi che invece offre.

Nel frattempo ci sono individui che invece stanno vivendo o creando nuovi mondi, nuovi percorsi della comunicazione che non fanno troppe differenze tra carta e digitale, tra Facebook o Twitter, tra comunicazione istituzionale o personale. Individui che stanno cambiando il mondo. Protagonisti del nuovo corso per cui internet è un ambiente di supporto alla vita e non un  banale mezzo di comunicazione alternativa.

[...]

Mi spiace vivere nel medioevo del nuovo corso. Assistere alla caccia alle streghe, al luddismo, alla paura delle macchine a vapore, della rivoluzione industriale e delle macchine fotografiche che rubano l’anima…

Ho invece difficoltà a condividere l’ultimo punto (“I coetanei di mio figlio non hanno ancora un loro PC perché le famiglie sono spaventate dalla TV e non glielo comprano“), dal momento che i figli dei miei amici hanno quasi tutti il computer e lo utilizzano con la stessa confidenza con la quale utilizzano il cellulare. Ma forse quelli che vedo sono solo un’eccezione, un’isola felice, un campione non rappresentativo, come direbbe il mio amico statistico (che non usa Facebook).

Ukash moves into Italy with epay deal

3 agosto, 2009

[Source: Finextra and Ukash, 30 July 2009]

The expansion of Ukash into Italy will initially see Ukash vouchers available at 1,250 epay locations across the country, before extending to thousands more over the rest of the year. The deal offers all internet users in Italy the opportunity to pay, play and shop online using cash for free without having to pay for a prepaid card.

Internet shopping in Italy turned over 4,868 billion euros in 2007 [1] and continues to grow. The Ukash partnership with epay allows online merchants to tap into the growing customer base of consumers who prefer to use cash as a safer way to complete transactions online.

Ukash vouchers do not attract a service or convenience fee. Consumers simply exchange their cash for a unique 19-digit code to use online. This provides them with a secure payment system where they don’t need to reveal any financial information, enabling those without access to credit or debit cards – or those with fears of online fraud – to enjoy online shopping.

Mark Chirnside, chief executive officer of Ukash, explained, “Italy is a key growth market for Ukash, where ecommerce is on the up and consumers are becoming savvy about the safer ways to pay online. We are pleased to be able to extend the availability of our product to Italian consumers, providing them with a free, one-time use, e-cash solution that opens online shopping up to everybody. By partnering with epay we are able to reach a broader scope of potential new customers and expand our global footprint.”

“This deal also opens the virtual door for many online retailers as they can now offer alternative payment methods and attract the cash consumer, as well as eliminate any risk of online fraud.”

“epay is pleased to be able to partner with Ukash in Italy, thereby combining the strengths of both businesses to offer consumers more convenient locations to obtain Ukash vouchers – a safe and alternative method of online payment,” said Giuseppe Di Marco, Country Manager, epay Italy. “Utilising our Italian cash collection network, we can deliver a value-added service to Ukash customers, further extending our payment service and technology offering.”

From today, Ukash vouchers will be available at 1,250 physical point of sale terminals operated by epay at independent supermarkets, petrol stations, call shops, drug stores and convenience stores in Italy. The vouchers will be available in €10, €20, €50 and €100 and can be combined, split and/or converted.

Ukash is undergoing a period of rapid global growth and in the last few months has expanded its offer in Germany, Poland, Australia and Spain with epay.

Fotografia del mercato del lavoro in Italia

28 maggio, 2009

La caduta libera è finalmente finita? Sembrerebbe di sì , anche se i dati non sono poi così confortanti.

Secondo un report recentemente pubblicato da Antal, il livello delle assunzioni in Italia continua a scendere (dal 51% della precedente “fotografia” al 40%). Anche l’intenzione di assumere nel trimestre successivo è scesa dal 47% al 37%.
Secondo Vincenzo Trabacca, Managing Director di Antal in Italia “A livello globale la percentuale delle assunzioni delle società dei 32 paesi intervistati è scesa, ma non c’è stato un crollo vero e proprio e la percentuale di aziende che pensano di assumere impiegati o profili dirigenziali nel prossimo trimestre è effettivamente aumentata, anche se solo di un modestissimo 1%. Inoltre il numero delle società che programmano una riduzione di personale a livello di quadri e dirigenti è rimasto esattamente lo stesso“.