Avatar, realtà virtuale e…social networks

3 febbraio, 2010


Negli ultimi due anni l’esplosione dei social networks ha fatto decisamente passare in secondo piano le possibilità offerte dalla realtà virtuale.

Come descritto in un recente articolo su Cnet news, con il successo planetario del film Avatar si torna a parlare nuovamente di Second Life e a pensare come le piattaforme di realtà virtuale possano riguadagnare il terreno perduto nei confronti dei Social Networks:

The biggest danger at the moment for those who want to see rich, 3D virtual worlds take off right away is the massive popularity of social networks like Facebook and Twitter.[...] there’s little doubt that the Second Lifes of the world missed an opportunity to give mass numbers of people the kind of personal connection they really wanted, and that the key is to find a way to mix the virtual and the real. Only a few minutes of Facebook can help people satisfy that need. But they will want more down the line, and that’s something that fully immersive experiences will have to offer.

Leggi l’intero articolo How ‘Avatar’ may predict the future of virtual worlds.

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Cosa è meglio per il business: Pagina o Gruppo su Facebook?

6 dicembre, 2009
Facebook, Inc.
Image via Wikipedia

Su questo tema suggerisco la lettura dell’esauriente post di  Non Convenzionale – La vita sopra le righe.

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Il potere dei Social Networks | via Rudy Bandiera

26 novembre, 2009
World Map of Top Social Networks (oct 2008)

Reputo questo articolo di Marco Pratellesi – segnalato da Rudy Bandiera – molto esemplificativo del potere, ancora sottovalutato da molti, dei Social Networks nella società di oggi.

Here you can read the english version of Marco Pratellesesi’s post.

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Casi di successo aziendali dei Social Media in Italia

16 novembre, 2009

L’utilizzo da parte dei Social Media in azienda è appannaggio al momento solo degli USA? Non è proprio così, come ha dimostrato l’esauriente evento di Digital PR “Il potere dei consumatori sul web”, tenutosi a Roma lo scorso 11 novembre. Il potere dei consulmatori sul web - Roma - 11 novembre 2009

Tra le cose che mi sono rimaste impresse assistendo a questa conferenza:

1) gli early adopters dei Social Media in Italia non sono solo aziende già da tempo considerate innovative (Barilla e Ford) ma anche altre che, almeno nella mia personale considerazione, sono state sinora percepite in maniera opposta (ATAC, Famiglia Cristiana).

2) la conferma che i Social Networks per le aziende non sono uno strumento appannaggio solo degli USA e di qualche altro paese. Con un pizzico di orgoglio possiamo finalmente tornare a dire che anche l’Italia ha dei casi di successo nell’innovazione, anche se spesso la loro risonanza è molto limitata.
A conferma del tema della scarsa visibilità voglio portare un esempio, anche se in un ambito completamente diverso. Numerose aziende americane sono intervenute il 12 e 13 novembre Roma ad un convegno sui sistemi di pagamento principalmente per conoscere di più sulla esperienza della Carta PostePay di Poste Italiane. Al momento si tratta infatti del più significativo caso di successo mondiale di una carta di debito prepagata (6.5 milioni di carte in 6 anni dal lancio del servizio), ma quanti lo sanno e percepiscono Poste Italiane come innovatore?

3) ci sono esempi di significativo utilizzo di Facebook da parte delle aziende, come per il caso di Famiglia Cristiana.
Ciò anche in controtendenza rispetto ad alcune tendenze in atto di “demonizzazione” dello strumento (spesso confondendo lo strumento con l’uso che si fa dello stesso). Il termine demonizzare è puramente voluto in quanto in linea con l’efficace ironia e senso dell’umorismo che ha pervaso l’intervento di Mauro Broggi di Famiglia Cristiana.

Un racconto maggiormente dettagliato sulla giornata, nonchè i puntatori alle presentazioni dei relatori, si possono trovare su Business & Blog e Vincos blog.

L’augurio che ci facciamo tutti è che per la prossima edizione del convegno il numero di casi di successo sia ancora aumentato. L’uscita dalla crisi economica passa anche dalla capacità di fare innovazione del nostro sistema paese.

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8 buoni motivi per non ignorare Twitter

8 novembre, 2009

Perché Twitter sta diventando sempre più importante per Marketers

Stiamo vedendo come Facebook si stia rapidamente affermando in Italia.

twitter

Rimane per il momento un pò sconosciuto uno strumento innovativo come Twitter, mentre a mio modesto parere non si può più continuare ad ignorarlo, come spiega un recente articolo di Chris Crum su WebProNews.

Al fine di aprire una discussione che sia la più ampia possibile, riporto una traduzione in italiano del suddetto articolo.

Buona lettura ed attendo i vostri commenti!

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Ci sono stati molti articoli scritti sul perché usare Twitter, e ne abbiamo già pubblicato una parte (su WebProNews, N.d.T.). Tuttavia lo scenario è in continua evoluzione: emergono nuove tendenze, idee, applicazioni e features che enfatizzano il ruolo di Twitter in questo contesto. Di seguito sono riportati alcuni motivi per cui Twitter sta diventando sempre più importante per i marketer.

1. Twitter Lists

Le Twitter List stanno veramente facendo la differenza. Di recente abbiamo verificato come, anche attraverso il gadget Twitter Lists, i vostri  tweets (messaggi di 140 caratteri, N.d.T.) possano propagarsi su tutto il web, se riuscite ad entrare a far parte di qualche lista.  I vostri tweets appariranno su siti e blog  che, con buona approssimazione, saranno legati al mercato target che si è scelto. In altre parole avrete il pubblico giusto su Twitter.

2. Twitter è un sistema aperto

L’apertura di Twitter, dei social media e del web in generale, significa che in pratica i messaggi Twitter non saranno limitati al tuo pubblico su Twitter. Infatti potranno comparire su Facebook e su altri social networks: la gente potrà condividerli, copiarli, “linkarli” sul proprio blog,  etc . Twitter è un mezzo per ottenere che il vostro messaggio raggiunga più persone, ma non saranno solo le persone che vi seguono su Twitter vedere questi messaggi.

3. Costruire valide relazioni

Come scrive Laura Fitton, l’autore di “Twitter for Dummies”, il successo di  Twitter si basa a quattro concetti base: ascoltare, imparare, imteressarsi e condividere. Molto semplicemente, prestando ascolto alla comunità  e di dimostrando di saper ascoltare, si imparareranno cose utili e ci saranno buone probabilità di ottenere il massimo dal proprio impegno.

Condividere significa offrire qualcosa di utile per la comunità. Se non è quello che state facendo, allora la vostra attività su Twitter è destinata a fino a fallire, come dice la stessa Fitton in una intervista con WebProNews.

4. Traffico di valore

Twitter vi può portare non solo un traffico casuale ma anche uno mirato, cioè il traffico che proviene dal mercato target scelto. In questo i retweets sono fondamentali. Guy Kawasaki chiama il “retweeting” la forma più sincera di adulazione, e fa notare che la gente in pratica mette in gioco la propria reputazione quando fa il retweet di un contenuto di altra persona.

Guarda l’intervista video a Guy Kawasaki.

5. Essere aggiornati

Essere trovati nelle ricerche Twitter (senza dimenticare le ricerche real time, che sta cominciando a diventare l’area di maggiore interesse per tutti i motori di ricerca), massimizza ovviamente le opportunità di visibilità.

6. Stabilire legami a livello locale

Ci sono molti modi con cui è possibile stabilire legami con clienti che si trovano nella vostra stessa area geografica utilizzando Twitter o altri strumenti basati su Twitter. Ad esempio TwellowHood, che consente di trovare “Twitterers” nella propria zona o la nuova funzionalità di Google di Social Search. Quest’ultimo per il momento è solo in una fase sperimentale ma è sicuramente da tenere in considerazione per le sue potenzialità.

Un recente articolo di Search Engine Land ha evidenziato alcune delle potenzialità di marketing territoriale di questo strumento, che fornisce risultati di ricerca in Google sulla base delle comunità si social networks alle quali appartine l’utente. Lo strumento utilizza i profili di Google, al quale sono associati i networks alla quale la persona appartiene e che sono indicati nel profilo. Se non avete familiarità con questa funzionalità, guardate questo video.

7. Versioni internazionali e multi-lingue

Twitter si sta espandendo in altre lingue. Tenete presente che Twitter è già considerato uno strumento marketing importante nonostante sia stato disponibile solo in un paio di lingue. Ora è uscita la versione in spagnolo e seguiranno a breve altre lingue. Questo è un aspetto che diventerà fondamentale, non solo per l’internazionalizzazione di Twitter, ma anche per la crescita stessa della piattaforma, visto che crescerà il bacino di utenza potenziale.

8. È ancora giovane

Non ci dimentichiamo che Twitter è nato da poco. Si tratta di una piattaforma ancora giovane e sicuramente verranno sviluppato in seguito altre funzionalità. Senza trascurare il fatto che esistono già migliaia di applicazioni basate su twitter e possono rendere ancora più utile questa piattaforma a diversi utenti e aziende.

Vi consigliamo di dedicare un pò di tempo a scoprire queste applicazioni. Guardate il sito OneForty.com oppure Yelp per scoprire applicazioni disegnate per Twitter. Troverete recensioni ed esempi pratici di utilizzo di questi strumenti a supporto del business.

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Statistiche Facebook per nazione

7 novembre, 2009
My social Network on Flickr, Facebook, Twitter...
Image by luc legay via Flickr

Il sito Insidefacebook ha pubblicato delle statistiche che mostrano come Facebook stia crescendo rapidamente in Europa.

In linea con la nostra percezione, il fenomeno Facebook nel nostro paese si sta sviluppando rapidamente ed infatti l’Italia è al secondo posto per le percentuali di crescita.

E’ anche da notare che complessivamente l’Europa ha più utenti Facebook degli USA.

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What type of LinkedIn user are you?

8 ottobre, 2009
LinkedIn smurfs
Image by 99zeros via Flickr

According to Anderson Analytics, there are 4 type of Linkedin Users:

  • “Savvy Networkers” (est. 9 million) are likely to have started using social networking earlier than others, are more tech savvy, and more likely to be active on other SNS sites like Facebook.  Savvy Networkers have the most connections (61 on average) and are more likely than other segments to use LinkedIn for a wide variety of purposes other than job searching. Savvy Networkers have the second highest average personal income ($93,500) and may often have the word “Consultant” in their job description.
  • “Senior Executives” (est. 8.4 million) are somewhat less tech savvy and is using LinkedIn to connect to their existing corporate networks. They have power jobs which they are quite content with, and are likely to have been invited by a colleague and then realized how many key contacts were on the site and started building connections (32 on average).  Senior Executives have the highest average personal income ($104,000) and have titles such as Owner, Partner, Executive, or Associate.
  • “Late Adopters” (est. 6.6 million) are likely to have received numerous requests from friends and co-workers before deciding to join. They are somewhat less tech savvy and are careful in how they use LinkedIn, tending to connect only to close friends and colleagues and have the fewest number of connections (23 on average).  Late Adopters have the lowest average personal income ($88,000) and have titles such as Teacher, Medical Professional, Lawyer, or the word “Account” or “Assistant” in their job description.
  • “Exploring Options” (est. 6.1 million) may be working, but are open and looking for other job options often on CareerBuilder.com, perhaps in part because they have the lowest average personal income ($87,500). They are fairly tech savvy and use SNS for both corporate and personal interests.

Click here to discover which type are you.

I used the predictive tools and found out to be a Savvy Networker.

linkedin-savvy-networker Would you agree?

Imprese e Web 2.0: deludono le aziende in Rete

25 settembre, 2009
Web2.0 mosaic
Image by nswlearnscope via Flickr

Aziende e web 2.0: c’è ancora molta strada da fare, secondo uno studio della Bocconi commentato da PMI.it.

Leggi il post.

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I social networks contribuiscono a renderci più felici e più sani?

21 settembre, 2009
An example of a social network diagram.
Image via Wikipedia

I social networks contribuiscono a renderci più felici e più sani?

Questo è l’interrogativo che sembra emergere da un articolo del New York Times Magazine in cui si parla dello studio di Nicholas Christakis and James Fowler, Connected: The Surprising Power of Our Social Networks and How They Shape Our Lives.

L’autore dell’articolo Clive Thompson si era già segnalato con un articolo sullo stesso tema 1 anno fa, quando aveva coniato il termine ambient awareness, in altre parole la consapevolezza dell’ambiente in cui viviamo.

Sono molto stupito e un pò scettico sui risultati e quindi mi piacerebbe ricevere qualche commento in proposito su questo blog.

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