Il 9 luglio a Roma BARCAMP dedicato a Lazio-SIDE

2 luglio, 2010

Il 9 Luglio 2010 si terrà presso l’aula Magna Mario Arcelli della LUISS Guido Carli di Roma il “SIDEcamp”, l’incontro sul business networking organizzato da Filas e LUISS cui parteciperanno Istituzioni, Università e imprese.

Il comunicato stampa può essere scaricato qui.

Si tratta del primo BARCAMP dedicato a Lazio-SIDE, il Business Social Network sviluppato da Filas per promuovere le nuove opportunità di business e sostenere la competitività  e l’innovazione delle imprese del Lazio.

Il Bar Camp è una metodologia di confronto per condividere e apprendere in un ambiente aperto, attraverso una platea allargata, dove chiunque può “proporre un argomento e parlarne agli altri, con lo scopo di favorire il libero pensiero, la curiosità, la circolazione e la diffusione delle idee.

Il caso Lazio-Side costituirà il focus della conferenza Side-Camp che raccoglierà ricercatori, giovani imprenditori, studenti e testimonial attorno al tema dei Business Social Network come mezzo per accrescere la competitività delle PMI.

Avrò il piacere di presentare i servizi di Social Media Easy durante lo spazio riservato alle imprese e alle idee (11:00 – 13:00).

Vi aspetto numerosi!

Scarica qui l’agenda completa del SIDEcamp.

Il tormentone di facebook e la privacy

10 maggio, 2010

Evoluzione della privacy su Facebook

Uno dei temi più trattati sulla Rete è quello relativo alla privacy su Facebook. E’ indubbio che le funzionalità di questo social networks siano in aumento e che parallelamente aumentino le possibilità di condividere informazioni e dati personali sul web.
A tale proposito Matt McKeon, un ricercatore IBM, ha riassunto in una serie di grafici l’evoluzione della privacy su Facebook dal 2005 ad oggi.
L’impatto visivo dell’animazione (purtroppo non funziona completamente su Internet Explorer) fa saltare agli occhi come sia rapidamente cresciuta nel tempo la visibilità delle informazioni condivise su Facebook.

La cosa può essere valutata secondo due punti di vista, come nel classico esempio del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto.

half-full-half-emptySe da un lato questo vuol dire incrementare le potenzialità di marketing per le aziende che con le loro pagine business sono in grado di raggiungere un numero sempre più alto di consumatori (il bicchiere mezzo pieno), da un altro il grafico ricorda agli utenti che devono prestare una maggiore attenzione a cosa condividono (il bicchiere mezzo vuoto).

Come riporta un recente studio effettuato negli USA, in molti casi sono gli utenti stessi a rinunciare alla privacy, inserendo su Facebook informazioni quali la data di nascita o l’indirizzo completo che non sono certamente obbligatorie per registrarsi sul social network o per interagire con i propri amici.

Siamo sicuri che la colpa sia sempre di Facebook, dei social networks, di internet, etc, etc?

Tutti i numeri 2010 di Facebook

25 marzo, 2010

Facebook-Stats-2010-SmallDopo il post sui numeri di Google, è ora il momento di un infographic sulle statistiche di Facebook nel 2010.

E’ interessante rilevare come l’Italia sia al sesto posto con circa 15 milioni di utenti.

Social Media e le banche (presentazione)

8 febbraio, 2010

Come promesso, ecco una nuova versione della presentazione Social Media per le PMI con alcuni esempi e numeri specifici per il mercato bancario.

The english version is here.

P & G preferisce Facebook a twitter

1 febbraio, 2010
The Procter & Gamble Company
Image via Wikipedia

A conferma del fatto che le aziende prensono in seria considerazione i Social Media per le loro strategie marketing, ecco un articolo che spiega come Procter & Gamble stia facendo una valutazione strategica su Facebook vs. twitter:

P&G’s explicit goal for 2010 is to assure that each of its brands has a meaningful presence on Facebook, and they are willing to pay dearly for that.

Leggi l’articolo P & G prefers Facebook to twitter.

Reblog this post [with Zemanta]

Previsioni 2010 per il Digital Marketing

25 gennaio, 2010

2010 Marketing OutlookVoglio condividere con voi un documento pubblicato dalla Society of Digital Agencies (SoDA) e segnalato da Scott Monty, responsabile Social Media per Ford Motor Company.

SoDA ha recentemente condotto una ricerca di mercato intervistando oltre 1000 responsabili di Digital Marketing e pubblicato il 2010 Digital Marketing Outlook. Sebbene questo documento sia  principalmente basato su dati provenienti dagli USA, alcune tendenze hanno sicuramente una valenza globale.

Tra gli aspetti da segnalare:

  • Nel 2010, due terzi delle società intervistate prevede di spendere quanto speso nel 2009 o di più;
  • Tra le principali priorità per il 2010 ci sono social networks e le infrastrutture digitali;
  • Customer Experience e la misura del ROI diventeranno sempre più importanti;
  • Si intravede l’inizio della fine per i “banner ads”;
  • Il 40% delle opportunità verrà dal mobile ed anche i Social Media si affermeranno sui cellulari;
  • La fruizione dei contenuti diventerà sempre più frammentata e sarà fondamentale per i marketeer essere presenti sul maggior numero possibile di canali

E’ anche possibile scaricare il report completo Two Thousand and Ten Digital Marketing Outlook.

Servizio gratuito di back-up per i Social Networks

8 gennaio, 2010

Vi segnalo il servizio backupify che consente il salvataggio dei vostri dati per facebook, wordpress, twitter ed altri social networks.

Il servizio è gratuito, previa iscrizione entro il 31 gennaio. Quindi affrettatevi!

La mappa dei social network nel mondo (dicembre 2009)

7 gennaio, 2010

Vincos blog ha recentemente pubblicato la sua ormai famosa mappa sulla diffusione dei Social Network nel mondo.

La mappa dei Social Network nel mondo (dicembre 2009)

La mappa dei Social Network nel mondo (dicembre 2009)

Si rimanda all’ articolo completo per un’analisi più approfondita dei maggiori cambiamenti dalla pubblicazione della prima versione (giugno 2009)

Segui gli utenti dei social networks e non i social networks

25 novembre, 2009
Nomee
Image by Dallas Twestival via Flickr

Social networks e social media continuano a crescere ogni giorno. Riuscire a seguire quella che sembra essere una lista senza fine sembra diventare sempre più difficile.

Forse una soluzione può essere quella di “limitarsi” a seguire le persone o le comunità che si reputano più interessanti, invece di accedere (anche tramite strumenti di aggregazione come Tweetdeck, Seesmic, etc)  ai singoli social networks.

Uno strumento di cui sono appena venuto a conoscenza e che mi ripropongo di utilizzare è nomee. Il programma è gratuito e si scarica dal sito web di nomee.

Reblog this post [with Zemanta]

Guida pratica a Twitter

10 novembre, 2009

copertina_twitter_ebookInizio con questo post a pubblicare sul questo blog documenti, white paper, tools e strumenti che possono essere utili a chi si interessa di Social Media.

In questo caso troverete una mini-guida pratica su come sfruttare al meglio le potenzialita’ comunicative di Twitter e non solo dei Tweets, mettendo in pratica semplici ma strategici suggerimenti e consigli utili di Web Marketing.

Ecco che di che cosa si parla…

  • Come “twittare e cinguettare” al meglio
  • Quali sono quei piccoli accorgimenti per valorizzare il vostro account su Twitter?
  • Twitter e’ anche Seo e Posizionamento
  • Come lanciare un Articolo con Twitter e far parlare di se
  • Twitter, le sue applicazioni e l’integrazione con gli altri Social
  • Twitter e Wordpress

Ebook realizzato da Giorgio Taverniti del Forum GT e promosso da Madri Internet Marketing

> Scarica Gratis questo Ebook: clicca qui

Reblog this post [with Zemanta]

Video: Usare i Social Media Per Ascoltare i Consumatori (Michele Ficara)

9 novembre, 2009
Immagine anteprima YouTube

Il network marketing arriva sui social networks?

9 ottobre, 2009

Sta facendo il suo ingresso nel mondo dei social networks il concetto di network marketing: in qualche modo si è pfplaceincentivati ad invitare amici e connessioni perchè si riceverà una remunerazione da parte degli inserzionisti pubblicitari del Social Network.

A mio modesto parere mi sembra la strada migliore per allontanare gli utenti dai social networks.

C’è il rischio che le nostre caselle di posta vengano sommerse da inviti reciproci di iscrizione a questi tipi di networks.

Per sapere di più del social network denominato PFPlace potete accedere al sito o al blog.

Risulta particolarmente divertente la lettura del sito in italiano visti i clamorosi errori di traduzione, come usuario invece di utente!

Riporto di seguito il punto in cui si descrive come si possa guadagnare con questo network:

Con Pfplace si guadagnerà, fondamentalmente, su due generi di cose:

- guadagneremo una percentuale sul totale netto della raccolta pubblicitaria presente sulportale (e si parla, relativamente al potenziale fatturato, di cifre dell’ordine di diverse centinaia di milioni di euro l’anno;
- guadagneremo una percentuale sul totale netto delle vendite di beni e servizi effettuate dalle attività commerciali che si proporranno all’interno del portale. Che genere di beni e servizi? I piu’ vari: dalle assicurazioni ai servizi di gestione, ecc

In che misura parteciperemo alla suddivisione dei proventi di Pfplace delle due categorie sopraelencate? Parteciperemo alla suddivisione dei proventi pubblicitari nella misura della nostra percentuale di iscritti referenziati direttamente ed indirettamente rispetto al numero totale; parteciperemo alla suddivisione degli altri proventi in funzione del fatto che gli acquisti dei beni e servizi presenti nel portale siano effettuati da membri facenti parte della nostra rete di contatti, siano essi direttamente che indirettamente referenziati. Il piano compensi di Pfplace prevede tutta una serie di figure o qualifiche che si andranno a matrare in funzione della nostra rete di contatti diretta ed indiretta.

Reblog this post [with Zemanta]

Facebook friends and real life (cartoon)

21 settembre, 2009

Facebook friends and real life

Source: Cam Cardow

Come commento utilizzerei il bellissimo recente aforisma di Andrea Beggi:

Sto meditando di chiudere la mia vita reale. Porta via troppo tempo ai social network.

La confusione su Facebook e Social Media

7 settembre, 2009

Molto spesso quando chiedo ai miei amici e coetanei (quindi nella fascia degli -anta) se hanno un account Facebook o di un altro Social Networks mi sento rispondere “No, per carità, lo usano già abbastanza i miei figli…” oppure ” No, non lo avrò mai” (come se si trattasse di prendere la tessera di un partito o si stesse discutendo di un credo religioso od etico). Quasi mai la motivazione è il non avere tempo.

Credo che effettivamente ci sia un po’ di confusione su internet, social networks, Facebook, etc e mi sento di condividere quasi in pieno il post di Marco Camisani Calzolari, quando dice

Facebook è l’antimateria della comunicazione perché fa “impazzire” quasi tutti, con accezione negativa:

Chi lo conosce meglio, lo usa per quel che è, ma troppo spesso gli concede troppo e dimentica che Facebook è un’azienda che ti chiede l’anima (i tuoi utenti/contatti) in cambio di un po’ di spazio gratis. Molti se ne dimenticano e regalano a Facebook il valore più grande: gli account utente che invece potrebbero aggregare su un proprio sito e non su quello di terzi.

Chi lo conosce poco lo confonde con Internet e non riesce a scindere il mezzo dal contenuto. Così incensa o biasima il mezzo in funzione di quel che ci passa dentro. Perdendo così tempo prezioso in termini di conoscenza. Si trova quindi in un delirio percettivo in cui è come se si trovasse a detrarre il telefono elencando tutte i reati perpetrati usando quel mezzo o i pericoli che nasconde. Rinunciando e facendo rinunciare ai grandi vantaggi che invece offre.

Nel frattempo ci sono individui che invece stanno vivendo o creando nuovi mondi, nuovi percorsi della comunicazione che non fanno troppe differenze tra carta e digitale, tra Facebook o Twitter, tra comunicazione istituzionale o personale. Individui che stanno cambiando il mondo. Protagonisti del nuovo corso per cui internet è un ambiente di supporto alla vita e non un  banale mezzo di comunicazione alternativa.

[...]

Mi spiace vivere nel medioevo del nuovo corso. Assistere alla caccia alle streghe, al luddismo, alla paura delle macchine a vapore, della rivoluzione industriale e delle macchine fotografiche che rubano l’anima…

Ho invece difficoltà a condividere l’ultimo punto (“I coetanei di mio figlio non hanno ancora un loro PC perché le famiglie sono spaventate dalla TV e non glielo comprano“), dal momento che i figli dei miei amici hanno quasi tutti il computer e lo utilizzano con la stessa confidenza con la quale utilizzano il cellulare. Ma forse quelli che vedo sono solo un’eccezione, un’isola felice, un campione non rappresentativo, come direbbe il mio amico statistico (che non usa Facebook).

Woofer, il primo servizio di macroblogging

1 settembre, 2009

Nasce Woofer.

È l’opposto di Twitter: ogni “Woof” deve essere lungo almeno 1.400 caratteri. Ha già attirato 9.000 utenti.

Ovviamente l’intento è ludico, ma conosco molta gente a cui 1400 caratteri potrebbero stare stretti…

Leggi l’articolo di Zeusnews  qui.

Interessante indagine su Twitter

1 settembre, 2009

Sysomos ha recentemente condotto una indagine di mercato tra 11.5 milioni di utenti Twitter.

Le informazioni su questa interessante indagine si trovano qui.

Tra i risultati più interessanti:

• 72.5% degli utenti si è iscritto nei primi 5 mesi del 2009.

• 85.3% degli utenti scrive meno di un update al giorno

• 21% degli utenti non ha mai fatto un Tweet

• 93.6% degli utenti ha meno di 100 followers, mentre il 92.4% segue meno di 100 persone.

• 5% of degli utenti Twitter genera il 75% di tutto il traffico

• Più del 50% degli updates sono generati da strumenti – basati su web e cellulari – piuttosto che da Twitter.com. TweetDeck è lo strumento più popolare  con un market share di circa il 20% share

• Gli USA sono il paese con più utilizzatori (62.14%). In Europa si segnalano UK (7.87%), Germania (1.51%), Olanda (1.28%), Norvegia e Spagna (entrambe con 0.63%).

L’Italia ha ancora una percentuale minima e non viene nemmeno citata, ma non mi sembra una sorpresa!

Presentazione da Banking Forum 2009

29 luglio, 2009
Condivido l’interessante presentazione fatta da Pasquale Tarallo durante il Banking Forum 2009.

tempo di permanenza su piattaforme di social network (Maggio 2009)

17 luglio, 2009

tempo di permanenza su piattaforme di social network (Maggio 2009

Social Networking? No grazie. Scarso utilizzo da parte dei manager USA

30 giugno, 2009

Non esistono opinioni, ricerche ed esempi solo a favore dell’adozione del social networking. Ed anche il fatto che gli USA siano all’avanguardia nell’adozione di tali strumenti in ambito corporate è ancora confermare. Infatti secondo una recente inchiesta di UberCEO.com, solo pochi tra i 100 CEO in USA utilizzano blogs e altri strumenti di social networking:

  • Only two CEOs have Twitter accounts.
  • 13 CEOs have LinkedIn profiles, and of those only three have more than 10 connections.
  • 81% of CEOs don’t have a personal Facebook page.
  • Three quarters of the CEOs have some kind of Wikipedia entry, but nearly a third of those have limited or outdated information.
  • Not one Fortune 100 CEO has a blog.

Social networks e privacy

30 giugno, 2009

[Fonte: Key4biz - 24 Giugno 2009]

L’evoluzione delle web communities e l’avvento dirompente dei siti di socializzazione quali Facebook e MySpace continuano a destare preoccupazioni relative ai pericoli per la privacy degli utenti, che su questi siti immettono una marea di dati personali e di informazioni relative alle loro abitudini e preferenze.

Dal momento che questi dati possono essere usati da terze parti per una vasta gamma di scopi è forte il rischio che qualcuno possa utilizzarli per usurpare la nostra identità o cagionare danni finanziari.

Per mettere in guardia contro i rischi legati a un’immissione sconsiderata di dati personali in rete e per fornire a utenti, fornitori di servizi e regolatori le linee guida per un uso sicuro dei social network, il gruppo di lavoro Articolo 29, l’organo consultivo indipendente della Ue per la protezione dei dati personali, ha emanato una direttiva che suggerisce di sottoporre i siti come Facebook e i loro utenti agli obblighi previsti dalla Direttiva sulla Protezione della privacy per i ‘responsabili del trattamento dei dati’.

Le disposizioni della direttiva sulla protezione dei dati devono applicarsi, sottolinea tra l’altro Articolo 29, anche alle società la cui sede principale si trova al di fuori della Ue.

La gran parte dei profitti dei siti di social network è legata alla pubblicità: gli utenti che forniscono informazioni sui loro interessi, sui loro gusti e le loro abitudini rappresentano una miniera da cui gli advertiser attingono per studiare annunci pubblicitari su misura.

“E’ perciò importante che i siti di social network operino in maniera d rispettare i diritti e le libertà degli utenti che legittimamente contano sul fatto che i loro dati personali siano trattati in conformità con le leggi europee e nazionali sulla protezione della privacy”.

In base alla Direttiva 95-46-CE relativa alla tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, responsabile del trattamento dei dati è “la persona fisica o giuridica, l’autorità pubblica, il servizio o qualsiasi altro organismo che, da solo o insieme ad altri, determina le finalità e gli strumenti del trattamento di dati personali”.

Quindi, secondo il gruppo Articolo 29 la “responsabilità” del trattamento deve cadere sia sui fornitori di servizi di social network, che sui fornitori di applicazioni, ma anche sugli utenti.

I primi in quanto fornitori degli strumenti per il trattamento dei dati degli utenti e dei servizi connessi alla gestione degli utenti (come la registrazione e la cancellazione degli account) ma anche perché sono loro a determinare l’uso che verrà fatto delle informazioni a scopi di marketing e pubblicità.

I fornitori di applicazioni possono anche considerarsi responsabili del trattamento dei dati nel caso in cui sviluppino applicazioni sulla base dei servizi forniti da un social network e che implichino l’immissione di dati da parte dell’utente.

Questi ultimi, infine, sarebbero esentati dagli obblighi della direttiva sui dati personali in quanto “individui che trattano i dati nell’ambito di attività personali”. In alcuni casi, sostiene tuttavia Articolo 29, l’utente di un social network può essere considerato responsabile del trattamento dei dati. Ad esempio quando il social network è usato come “piattaforma collaborativa per un’associazione o un’azienda” o per perseguire obiettivi commerciali politici o caritatevoli.

In molti casi, infatti, gli utenti di un social network possono accumulare un numero molto alto di contatti, alcuni dei quali sconosciuti all’utente stesso.

“In questi casi sull’utente ricadono gli stessi obblighi in capo a un responsabile del trattamento dei dati che svela dati personali a un altro responsabile (il social network) e a terze parti”.

In queste circostanze, dunque, l’utente deve ricevere dal diretto interessato il consenso al trattamento dei dati personali, così come previsto dalla direttiva europea 2002/58/CE.

La direttiva del gruppo di lavoro Ue “rappresenta un importante passo in avanti nella definizione di linee guida che aiutino l’industria a conformarsi alle normative europee sulla privacy”, ha commentato un portavoce di Facebook.

Hemanshu Nigam di MySpace ha sottolineato che le guidelines stilate da Articolo 29 riflettono “molte delle best practice già implementate dal sito”, che comunque continuerà a collaborare con la Ue su questi argomenti.